Dopo l’uscita del suo primo album solista, Serpentine Prison del 2020, Matt Berninger è caduto in una depressione così profonda da non riuscire né a scrivere né a cantare. Dopo aver trascorso due decenni a descrivere nei dettagli una malinconia densa come il fumo come cantante dei The National, l’improvvisa incapacità di articolare questa oscurità totalizzante è stata debilitante. Ora, al suo secondo album solista, sembra determinato a lasciarsi alle spalle per sempre quel periodo cupo. E’ un ascolto ricco e appagante, è semplice ma toccante, urbano ma artistico. È un disco da ascoltare quando si è a casa da soli e ascoltando le cicale estive. Non importa la nostra età, non perdiamo mai i nostri sogni, Get Sunk esige di affrontare la nostra perdita e di rispondere ai nostri bisogni. Consigliato.
#201 – errori
E poi l’eterna questione degli errori fatti e delle cose non dette. Se dovessi scrivere una lista, servirebbe un papiro lungo quanto la fila alla posta il primo del mese. Ma alla fine, la vera Leggi tutto
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