Dopo il post sul ricordo dei rumori, viene questo sugli odori. Il primo che viene alla mente è l’odore del caffè che, ancor mezzo assonnato alla mattina, riempiva la cucina. Poco dopo, avviandomi a scuola, immancabilmente entravo nel panificio per la merendina quotidiana e qui “l’apoteosi”, un vortice di profumi: pane misto a dolci, inebriava il mio “se” e il mio “soma”. Sarei rimasto ogni mattina lì, per sempre in quel panificio. Avrei voluto fare il panettiere a vita! Anche le persone che ho incontrato nella mia vita le ricordo per l’odore, dei loro vestiti e per il profumo che indossavano. Impressionante è il ricordo dei primi giorni di scuola, il meraviglioso odore della pelle della “cartella”, dell’astuccio e di tutta la cancelleria. Altri ricordi mi portano inevitabilmente agli odori del cibo, il brodo di gallina domenicale solo per fare un esempio e soprattutto quello ancor presente del vino. Ogni “odore” è importante per noi in quanto fa da separatore “positivo” e “negativo” del nostro bagaglio sensitivo personale. Gli odori inevitabilmente che lo vogliamo o no, ci accompagnano in tutta la nostra vita. Gli odori famigliari, dell’ambiente in cui lavoriamo, delle situazioni che frequentiamo, aiutano il nostro ricordo in maniera determinante.
#154 – luminarie
Nei giorni in cui le luminarie si accendono sulle vetrine del centro, nelle stazioni si sono attrezzati con dispositivi di vario genere per evitare la presenza dei senzatetto. Stretti nei loro sacchi a pelo, forse Leggi tutto
0 commenti