Editors — The Weight Of Your Love (2013)

Abbandonando una strada per certi aspetti sperimentale e originale, gli Editors con questo quarto album ne imboccano una più facile e meno rischiosa. La band britannica all’attivo da una decade, più che arrampicarsi, preferiscono discendere in sonorità già conosciute e di facile presa, non a caso, i riferimenti musicali a Leggi tutto…

Meat Puppets — Rat Farm (2013)

Gli anni ottanta oltre ad essere ricordati per le grandi kermesse di beneficenza e per i riti del rock da stadio, sono ricordati per il sottobosco del rock statunitense che affonda le proprie radici nell’era del movimento punk che, nel corso del tempo si estremizzò in hardcore. Era un rock Leggi tutto…

Billy Bragg — Tooth & Nail (2013)

Come già in parte è avvenuto con Mr. Love and Justice, anche in Tooth and Nai, Billy Bragg abbandona il suo “essere” cantautore militante politico e sociale in favore di un suono e quindi di un risultato molto più riflessivo e intimo. E’ evidente che in questi cinque anni di silenzio ha maturato Leggi tutto…

Devendra Banhart — Mala (2013)

Anche col titolo del disco, Devendra, non smentisce il suo stile; il saper “giocare” con i doppi sensi. Mala infatti, soprannome della sua fidanzata serba Ana Kras, significa “tenera” in serbo e “cattiva” in spagnolo, lingua usata spesso dal cantautore. L’atmosfera di questo suo nono disco, non si discosta di Leggi tutto…

Pere Ubu — Lady From Shangai (2013)

Lady From Shangai titolo di un famoso film di Orson Welles del 1947 è l’ultima fatica dei Pere Ubu. Numero quindici della loro discografia, esce a trentacinque anni di distanza da quello che rimane il loro capolavoro, fondamentale, primo disco pubblicato “The Moder Dance”, targato 1978. Un’altra opera difficile e complessa Leggi tutto…

Yo La Tengo — Fade (2013)

Di tanto in tanto capita di ascoltare un album di cui non si ha voglia di parlare temendo un confronto tra di esso e le proprie parole. Questo succede quando un disco comunica qualcosa non appena comincia a suonare e subito uno si sente partecipe delle emozioni dell’artista e gli Leggi tutto…

The Wallflowers — Glad All Over (2012)

A sette anni dall’ ultima loro pubblicazione “Rebel, Sweetheart”, i Wallflowers tornano con una nuovo lavoro chiamato “Glad All Over”, loro sesto album che segna una decade di esistenza o meglio, di permanenza, nel pianeta musicale. I Wallflowers sono caratterizzati dalla presenza di Jakob Dylan, uno che di canzoni ne Leggi tutto…

Grizzly Bear — Shields (2012)

Quarto album per questi “Orsi grigi”, giovane band americana attiva dal 2004. Dopo “Veckatimest”, uscito nel 2009, album che ha avuto notevole successo di critica e di pubblico, i Grizzly si sono presi una pausa, un periodo non proprio di riposo visto che, nel frattempo, hanno avuto esperienze personali, “momenti” Leggi tutto…

Bob Dylan — Tempest (2012)

Ed eccolo ancora qui l’ultrasettantenne Bob Dylan, con il suo nuovo disco “Tempest”, il trentacinquesimo, in uscita a cinquant’anni giusti dal suo primo album “Omonimo” datato 1962. Difficile poter valutare con precisione la portata dell’influenza che ha avuto il Dylan di quegli anni. I suoi pezzi divennero inni al di Leggi tutto…

Soft Machine — Third (1970)

Con i primi due album, in cui l’influenza “situazionista” di Robert Wyatt era determinante, la formazione era giunta a rappresentare il movimento “underground” inglese alla pari con i Pink Floyd di Syd Barrett. Nelle uscite successive, sotto la guida del tastierista Mike Ratledge, la musica viaggerà con decisione sempre maggiore verso Leggi tutto…

Van Morrison — Too Long In Exile (1993)

Se Van Morrison partecipasse al premio Oscar sicuramente gli dovrebbe essere assegnato quello alla carriera 1963–2013 ovvero 50 anni di musica ad alto livello, con una produzione discografica sterminata nella quale c’è questo meraviglioso album. Too Long In Exile è un disco interamente blues e di ottima fattura. Un altro Leggi tutto…

John Cale — Music For A New Society (1982)

Una colonna sonora scarna e spesso struggente, enigmatica nel suo protendersi oltre i confini dell’emotività e incredibilmente magnetica nella sua tensione sottile, quasi surreale. Una stanza spoglia, un uomo con le sue tastiere, essenzialmente pianoforte e organo, qualche sporadico intervento di chitarra e percussioni, una voce carismatica nel suo incedere Leggi tutto…